
Museo della Conceria
Allestito nel complesso dell’ex conceria Lapi, racconta l’evoluzione dell’arte conciaria e la storia del distretto che ha reso Santa Croce uno dei poli della lavorazione del cuoio in Europa.
Benvenuti a Santa Croce sull’Arno
Santa Croce sull’Arno è una località di circa 14.600 abitanti della provincia di Pisa, distesa nella pianura del Valdarno inferiore, sulla riva sinistra del fiume Arno, al confine con le province di Firenze e le terre di San Miniato e Fucecchio.
È il cuore del Comprensorio del Cuoio, uno dei più grandi distretti conciari d’Europa: qui si concia circa il 98% della pelle per suole prodotta in Italia. Una storia industriale recente che convive con radici medievali, un carnevale «d’autore» conosciuto in tutta la Toscana e un piccolo dolce, l’amaretto, nato in un monastero agostiniano di fine Ottocento.
Cenni storici
Le origini di Santa Croce risalgono all’alto medioevo, anche se la documentazione ufficiale comincia nel XIII secolo: nacque come castello conteso con la vicina Fucecchio per il controllo delle risorse agricole della pianura.
Nel 1330 il territorio passò sotto la giurisdizione di Firenze, restandovi fino al 1925, quando fu trasferito alla provincia di Pisa. Nel corso del Novecento la vocazione agricola lasciò progressivamente spazio alla lavorazione del cuoio, fino a fare di Santa Croce il centro nevralgico del Comprensorio del Cuoio: oggi il distretto copre circa il 98% della produzione italiana di pelle per suole e il 35% di quella per calzature, pelletteria e abbigliamento.
Questa storia industriale è oggi raccontata dal Museo della Conceria, allestito nel complesso dell’ex conceria Lapi come nuovo presidio culturale della città.
Attrazioni
Una città che ha fatto della trasformazione della pelle un’arte, custodendo insieme una collegiata trecentesca, un museo dedicato alla scrittura e un carnevale che non ha nulla da invidiare a quello dei centri più blasonati della Toscana.

Allestito nel complesso dell’ex conceria Lapi, racconta l’evoluzione dell’arte conciaria e la storia del distretto che ha reso Santa Croce uno dei poli della lavorazione del cuoio in Europa.

Oltre 250 concerie fanno del distretto l’unico in Italia a coprire l’intera filiera della pelle, dalla concia al prodotto finito: calzature, pelletteria e articoli in cuoio.
Custodisce una scultura lignea trecentesca realizzata sul modello del Volto Santo di Lucca, tra le testimonianze artistiche più significative del centro storico.
Edificata su un preesistente oratorio duecentesco, è dedicata alla beata Cristiana da Santa Croce, patrona della città, festeggiata il 4 gennaio.
Un museo didattico dedicato alla storia della scrittura, tra le proposte culturali meno scontate del territorio pisano.
Nel monastero agostiniano di Santa Cristiana, alla fine dell’Ottocento, le novizie che entravano in convento portavano in dote le mandorle: da qui nacque l’amaretto di Santa Croce.
Il territorio
Un comune compatto e prevalentemente urbano, cresciuto attorno alla propria vocazione industriale: Staffoli è l’unica frazione riconosciuta dallo statuto comunale, mentre piccole località sparse punteggiano la campagna circostante.

Campi coltivati e filari alternano la vista alle concerie: un paesaggio agricolo che convive da un secolo con la vocazione industriale del comune.

Il comune confina con Castelfranco di Sotto, Fucecchio e San Miniato: un crocevia tra le province di Pisa e Firenze nel basso Valdarno.
L’unica frazione indicata dallo statuto comunale, sulla sponda opposta rispetto al capoluogo lungo il corso dell’Arno.
Il fiume
Il fiume che dà il nome alla città ha segnato per secoli i confini amministrativi del territorio e ancora oggi attraversa la pianura tra campi coltivati e insediamenti industriali del Valdarno inferiore.

La pianura solcata dall’Arno alterna campi coltivati, filari e piccoli borghi rurali.

Strade sterrate e filari accompagnano il corso del fiume verso il confine con la Valdera.

Un paesaggio agricolo che convive, lungo le rive del fiume, con l’attività industriale del distretto.
In immagini
Tradizioni
Dal carnevale «d’autore» alla fiera di settembre, fino alla sfida tra pasticceri per il titolo di miglior amaretto: gli appuntamenti che scandiscono l’anno santacrocese. Date indicative, verificare sempre i calendari aggiornati.
Centro storico
Celebrato dal 1928, è considerato un carnevale «d’autore» per la cura artigianale dei costumi: quattro gruppi mascherati si sfidano in sfilate per le vie del paese.
Centro storico
Fiera tradizionale con bancarelle, iniziative commerciali e appuntamenti in paese, tra le ricorrenze più sentite dell’autunno santacrocese.
Centro storico
I pasticceri locali si sfidano per aggiudicarsi il titolo di «amaretto d’oro», in onore del dolce nato nel monastero agostiniano di Santa Cristiana.
Chiesa di Santa Cristiana
Celebrazioni religiose in onore della patrona della città, a cui è dedicata la chiesa sorta sull’antico oratorio duecentesco.
Sapori
Il dolce simbolo di Santa Croce è l’amaretto, nato secondo la tradizione alla fine dell’Ottocento nel monastero agostiniano di Santa Cristiana, dove le novizie entravano in convento portando in dote le mandorle. Ogni dicembre la Festa dell’Amaretto premia il miglior pasticcere del territorio.
Per il resto, la cucina segue la tradizione contadina del basso Valdarno: piatti semplici legati ai prodotti della pianura, gustati nelle trattorie del centro e nelle sagre di paese.
Informazioni pratiche
La stazione più vicina è quella di San Miniato-Fucecchio, sulla linea Firenze–Pisa, servita dai treni regionali Trenitalia.
Uscita Santa Croce sull’Arno sulla Strada di Grande Comunicazione FI-PI-LI. Il paese dista circa 35 km da Pisa e 50 km da Firenze.
Le linee di Autolinee Toscane collegano Santa Croce sull’Arno con San Miniato, Pontedera e Pisa.